Fotografia e vintage, l’alta definizione non è tutto

Quant’è cambiata negli anni la fotografia? Siamo cittadini del 2021, popolo ipertecnologico che aggiunge ogni mese al suo inventario un giocattolino hi-tech che delizia tutti i palati. Abbiamo tutto. Abbiamo una diavoleria elettronica per tutto, anche se ci servirà per un solo minuto della nostra vita. Rincorriamo di anno in anno l’ultimo smartphone, ma non ci basta ancora. Per carità, funziona tutto egregiamente, le funzioni aumentano di mese in mese, update dopo update. Realtà aumentata, intelligenza artificiale, machine learning… E allora cos’è che manca? Forse un bel pezzo Vintage.

Se stai cercando una panoramica più ampia, questa guida raccoglie tutti i contenuti principali sulla fotografia. Il trionfo di una impugnatura in legno contro una plastica; del grip freddo e ruvido contro il gommato. Non è una sorpresa che il Vintage sia ormai diventato un tema molto in voga all’interno del mondo della tecnologia. Una inversione di rotta, da un futurismo esasperato, che strizza l’occhio al passato, al durevole, al ben fatto. Dal latino vindēmia, dal francese antico dove diventa vendenge, l’aggettivo vintage è stato coniato inizialmente per indicare vini di particolare pregio, diventando sinonimo dell’espressione d’annata. Dall’enologia questo lemma si è poi diffuso in tutti i campi possibili assumendo, di volta in volta, connotazioni settoriali. E negli altri settori? Stessa cosa. Il Maggiolone della Volkswagen, i pantaloni a zampa d’elefante, i giubbini Moncler, le scarpe da paninaro milanese anni ’80, i pattini anni 90: dove li mettiamo? I frigoriferi stile “Happy Days”, le radio a valvole, le mattonelle stile anni 60… le rivedete in giro?

In fotografia

Il digitale mi è sempre sembrato una sicurezza. Niente più palpitazioni, niente più dubbi sullo sviluppo, fotografie nere o bianche, assoluta libertà creativa. Ma poi tutto questo diventa terra ormai esplorata, colonizzata dalla massa. E con l’avvento dell’informatica alla portata di chiunque puoi piazzare cieli tempestosi su foto di spiagge estive, piallare i volti delle modelle e snellire i loro corpi, puoi fare tutto, tutto. E allora è per questo che ci orientiamo verso il vintage? Bellezza. Il ripensare ad abiti straordinari indossati dalla nostra mamma, zia e nonna, con stoffe meravigliose e colori quasi intatti dopo mezzo secolo. E le foto su carta ingiallita, sbiadite e con i bordi consumati. O ancora video pieni di salti, aberrazione cromatica e grana, quella autentica, quella buona.

Un affare. Basta girare in qualche mercatino dell’usato di fiducia, tornare a casa sul monopattino elettrico, chiudendo un ottimo affare, per un pezzo di storia progettata quarant’anni prima di te. Nostalgia. Che epoca preferisci? Ecco, le tue foto possono ottenere quel colore. È anche per questo che negli ultimi anni molti foto e video amatori hanno considerato la possibilità di ridare alla foto uno stile passato: le luci, gli effetti chiaroscuro, ma anche i colori hanno un ché di nostalgico, apprezzato non solo dai maestri della fotografia, ma anche dal fotoamatore: più realtà e meno manipolazione.

Fotocamere istantanee. Molti di noi ne hanno una, magari in mansarda, senza saperlo, e sono certa che sia pronta a tornare in scena. Perché? Qual è la magia di questi prodotti? La risposta è molto semplice: l’idea di poter ricevere immediatamente la fotografia appena scattata. C’è anche un ritorno al vintage nel design delle fotocamere odierne. Da qualche anno infatti diversi produttori stanno lanciando i loro ultimissimi modelli miscelando un look che si rifà alle vecchie macchine fotografiche, racchiudendo l’innovazione più assoluta a livello tecnologico e di prestazioni, con potentissimi sensori, avanzati sistemi di stabilizzazione e tracciamento. È il caso, ad esempio, delle mirrorless: Sony Alpha 7C o la nuovissima Nikon Z fc, che riprende totalmente il design delle fotocamere a pellicola SLR Nikon, curandone materiali, finiture e colori retrò. Intanto qui trovi l’approfondimento su fotografia e attrezzatura.

Analogico o digitale?

Possiamo migliorare ancora le tecnologie, ma queste non ci possono comunque più dare quelle emozioni provate all’inizio, quando i pixel (oggi perfezionati anche da software come Photoshop) sembravano il sostituto ideale delle lastre d’argento. Tuttavia il ritorno al retrò può avere solo due spiegazioni: o si assiste a una clamorosa mancanza di fantasia da parte dei designer industriali, che riprendono il look degli oggetti del passato attualizzandolo, oppure c’è una diffusa nostalgia di massa, dove ognuno desidera rivedere negli oggetti che usa oggi un riverbero di ciò che ha amato quando era più giovane.

Combattuta fra bellezza ed efficacia, lancio la palla a voi: come si dice, ai posteri l’ardua sentenza.

Se questo argomento si collega a un progetto concreto che stai sviluppando e senti il bisogno di un confronto, puoi scrivermi senza impegno. Raccontami cosa hai in mente.